C’è stato un momento, durante uno degli Innovation & Creativity Camp realizzati da Junior Achievement Italia a Roma a marzo 2026, in cui un ragazzo ha detto qualcosa di semplice e preciso: vedere che in una situazione così critica i minori ospedalizzati possano costruire un’amicizia destinata a durare è, per lui, qualcosa di molto bello e dal significato profondo.

È da qui che parte il senso di Empowering Young Patients (EYP).

EYP propone un cambio di prospettiva

JA Italia – in qualità di capofila – coordina il Progetto, realizzato insieme a Officine Buone, ActionAid, Project School e Hope, in collaborazione con la Fondazione per l’Oncologia Pediatrica del Policlinico Gemelli di Roma.

EYP è attivo da gennaio 2025 ed è finanziato dal programma CERV della Commissione Europea, dedicato ai diritti fondamentali, all’uguaglianza e alla partecipazione democratica dei cittadini.

Il contesto in cui si inserisce fa capire come questo progetto intende stare accanto ai giovani in ospedale. L’obiettivo, infatti, è garantire il diritto alla partecipazione di bambini, bambine e adolescenti ospedalizzati – soprattutto nei reparti di lungodegenza – trasformando l’esperienza della cura in uno spazio di ascolto, relazione e crescita.

Partecipazione attiva, capace di andare oltre la semplice assistenza.

Una rete che genera impatto

A marzo 2026 JA Italia ha realizzato tre workshop e due Innovation & Creativity Camp in due licei di Roma. Più di 150 studentesse e studenti hanno lavorato per immaginare soluzioni concrete a supporto dei loro coetanei in ospedale o in off therapy con l’obiettivo di favorirne il benessere, facilitarne il rientro a scuola, e soprattutto far sentire meno sola una persona lontana dalla propria quotidianità.

Come ha detto una delle ragazze coinvolte: “Grazie a questa esperienza ho rivalutato soprattutto le soluzioni che possiamo trovare e affrontare per poterli aiutare e vivere normalmente la loro quotidianità.”

L’impatto riguarda i minori ospedalizzati e anche chi partecipa dall’esterno: ragazze e ragazzi che attraverso questo percorso imparano a guardare alla fragilità altrui con rispetto e con qualcosa di concreto da offrire.

Nel tempo, attraverso tavole rotonde e momenti di confronto, EYP ha coinvolto operatori sanitari, educatori, associazioni, famiglie e istituzioni. Perché il benessere di un bambino in ospedale non è solo una questione medica, è una questione di comunità.

Una nuova idea di cura

Il valore più profondo di Empowering Young Patients sta proprio nella capacità di ridefinire il concetto stesso di cura: un’esperienza che include relazione, ascolto, partecipazione e crescita, in cui l’educazione diventa un ponte tra l’ospedale e il mondo esterno.

Anche nei contesti più fragili è possibile costruire spazi in cui bambini, bambine e adolescenti vengano riconosciuti nell’interezza della loro persona. EYP lo sta dimostrando.

Le testimonianze che raccontano il cambiamento

Da questi incontri è emersa una visione condivisa: la cura deve includere le dimensioni psicologiche, educative e sociali della persona, secondo un modello di Comunità di Pratica, pensato per durare nel tempo e poter essere replicato altrove.

A raccontarlo meglio di qualsiasi descrizione sono le parole dei giovani stessi: ” Penso che la parte più difficile sia stata cercare di non rendere i ragazzi delle storie semplicemente un problema ma un punto di partenza per una soluzione […] al fine di aiutare i bambini ad essere più consapevoli rispetto a dei problemi che si possono verificare durante la giornata scolastica, e aiutare i loro compagni che hanno più difficoltà senza farli sentire diversi”.

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